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Cittadini che partecipano ai lavori del gruppo "Cuggiono Democratica"

Blog di Cuggiono Democratica

Presa in carico dei pazienti Cronici in Lombardia

La Regione Lombardia ha approvato la DGR X/6551, recante disposizioni in merito al riordino della rete di offerta e modalità di presa in carico dei pazienti cronici e/o fragili. Un provvedimento che definisce il ruolo, requisiti e funzioni del gestore titolare della presa in carico dei pazienti cronici e/o fragili.

Presa in carico dei pazienti Cronici in Lombardia
Presa in carico dei pazienti Cronici in Lombardia
Presa in carico dei pazienti Cronici in Lombardia
Presa in carico dei pazienti Cronici in Lombardia

A livello nazionale la cura delle malattie croniche si presenta sempre più complessa e costosa.

Considerata l’autonomia data alle Regioni sulla gestione delle cure socio-sanitarie, il governo le sollecita ad affrontare anche questa problematica.

La Regione Lombardia sta elaborando un sistema che prevede la possibilità di presa in carico degli utenti con patologie croniche da parte di un Ente Gestore che dovrebbe predisporre un Piano Assistenziale Individuale (PAI) volto a gestire tutti gli appuntamenti necessari per visite di controllo e le prescrizioni necessarie alla cura delle cronicità.

Questo nuovo metodo di gestire la salute di un numero considerevole di cittadini prevalentemente anziani, ma non solo (ad esempio il diabete è in forte crescita anche tra i giovani), solleva molti interessi economici e pone molti quesiti e dubbi su come sarà il cambiamento da qualcuno definito “rivoluzionario”.

Per questo motivo martedì 5 dicembre 2017 presso “le Radici e le Ali” via San Rocco 48 a Cuggiono, si è tenuto un' incontro su la "Riforma della cronicità in Lombardia” : quali effetti ( e rischi) concreti?. Relatori il Dott. Mauro Potestio, (già primario di Chirurgia  all'Ospedale di Cuggiono) e Emilio Didonè,( segretario  Federazione nazionale pensionati Cisl – Milano).

Al bando indetto dalla Regione Lombardia, volto a sapere quali e quante strutture si candidano ad essere Ente Gestore, hanno risposto quasi tutte le strutture pubbliche e molte private; ed inoltre “cooperative di medici di base”.Ora le domande sono al vaglio regionale per l’accreditamento a tale funzione.

Per i medici di medicina generale o medici di fiducia, cioè i medici a cui si rivolgono i pazienti per qualsiasi problematica di salute, è prevista la possibilità di costituirsi in cooperative e  diventare “Ente Gestore”, o di diventare cogestore se il singolo medico si associa ad un Ente Gestore accreditato, oppure di restare semplicemente medico di fiducia.

La Regione Lombardia invierà a breve una lettera ai cittadini con cronicità chiedendo se intendono farsi “gestire” da un Ente Gestore che dovrebbe garantire tutte le prescrizioni e gli appuntamenti previsti per tali patologie, oppure rimanere con il proprio medico di base.

La scelta del gestore da parte del paziente è del tutto libera e, da come viene prospettata la riforma, il paziente stesso può aderire o ritirarsi in qualsiasi momento. Il problema si pone proprio in questa richiesta di scegliere da chi farsi curare. Il paziente che decide di farsi prendere in carico da un Ente Gestore verrà seguito dallo stesso ma solo per le patologie croniche per le quali, dopo aver predisposto il piano assistenziale individuale (PAI), cioè l’iter burocratico della presa in carico, l’Ente Gestore si preoccuperà di tutto l’aspetto burocratico per le sue patologie croniche, cioè , effettuerà tutte le prescrizioni e prenderà i necessari appuntamenti per i controlli, mentre per tutte le altre patologie (o condizioni di salute, dal raffreddore alla polmonite) dovrà rivolgersi e farsi curare dal proprio medico.

 

 

 

 

Come farà il cittadino con cronicità a scegliere a chi rivolgersi quando il sintomo non è così chiaro?

Viene spontaneo chiedersi:

-  Il cittadino che ha aderito all’Ente Gestore per la/le sue patologia/e croniche verrà seguito dallo specialista di fiducia a cui si è rivolto al momento in cui gli hanno diagnosticato la cronicità o l’Ente Gestore avrà dei propri referenti?

-  Il medico di fiducia segue il cittadino nella sua globalità, lo conosce da anni, conosce le problematiche familiari di tipo sanitario, gli ha diagnosticato la cronicità; perché allora il cittadino dovrebbe scegliere di essere seguito da un altro Ente solo per problematiche parziali? Se viene meno la fiducia nel proprio medico, attualmente c’è la possibilità di cambiarlo.

-  Se il problema per gli ammalati cronici è la periodicità delle cure e delle prescrizioni di controllo con tempi di attesa molto lunghi, è proprio il caso di istituire “Enti Gestori” staccati dal medico di fiducia? Non possono essere trovate altre soluzioni?

 

Il medico di fiducia probabilmente è posto nella condizione di poter essere anche “Ente Gestore” (associandosi in cooperativa di medici accreditata o diventando cogestore); in questa condizione il cittadino non ha la necessità di affidarsi ad un Ente Gestore esterno.

La prima cosa da fare da parte del cittadino che ha patologie croniche e che quindi riceverà la lettera regionale, è quella di sapere in che posizione si colloca il proprio medico di fiducia.

Deve essere tenuto in considerazione che l’assistenza al cittadino con patologie croniche non si può ridurre a una asettica prescrizione di esami e prenotazioni riferiti solo alle patologie conclamate; la cura della salute deve essere vista nella sua globalità compresa la familiarità di patologie considerate a rischio ereditario.

Il problema della sostenibilità economica per la cura delle cronicità è reale come la sempre meno affidabilità dei tempi d’attesa per chi è costretto a prenotare visite o esami specialistici.

La soluzione non è facile, le criticità debbono sicuramente essere risolte rivedendo gli attuali sistemi organizzativi, ma tenendo in considerazione sia il diritto alle cure per mantenersi in salute sia la libertà di scegliere da chi farsi curare, perchè in Italia sono principi costituzionali.

 

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