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Blog di Cuggiono Democratica

Cittadini che partecipano ai lavori del gruppo "Cuggiono Democratica"

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Giornata della memoria: non dimentichiamo

Oggi è la giornata della Memoria. Non possiamo dimenticare 6 milioni di ebrei, zingari, omosessuali, disabili, oppositori politici sterminati nei campi di concentramento nazisti e fascisti. E ancora oggi appaiono rigurgiti fascisti sui muri dei nostri Comuni a cui dobbiamo opporci con fermezza.

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita dal Parlamento italiano (legge n.211 del 2000). L'Italia ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (maggiormente nota con il suo nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.
Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebreo, è celebrato anche da molte altre nazioni, tra cui la Germania e la Gran Bretagna, così come dall'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.

L'articolo 1 della legge definisce così le finalità del Giorno della Memoria:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»

 

In Italia furono approvate le leggi razziali fasciste dal 1938.
La legislazione antisemita vietava agli ebrei il matrimonio con italiani, di avere dipendenti di razza ariana, l'accesso a tutte le pubbliche amministrazioni e le società private di carattere pubblicistico (banche, assicurazioni,...) – di svolgere la professione di notaio e giornalista, di frequentare le scuole pubbliche, di svolgere il servizio militare, di essere titolari di aziende dichiarate di interesse per la difesa nazionale, di essere proprietari di terreni o di fabbricati urbani al di sopra di un certo valore, e altro ancora.
Per tutti fu disposta l'annotazione dello stato di razza ebraica nei registri dello stato civile.

I nazisti ne fecero un'ideologia di superiorità della loro razza perseguendone la purezza attraverso il genocidio sistematico e brutale di milioni di persone. E' una ferita atroce nella storia dell'umanità, raggiungendo vette inimmaginabili di crudeltà.

Albert Einstein disse che "il sonno della ragione genera mostri".

 

Ma ancora oggi, anche frasi dette con leggerezza che però di fondo sottintendono una cultura razzista, supponendo una superiorità rispetto al diverso e lo straniero, facilitano il sorgere di atteggiamenti fascisti.

Anche sul nostro territorio si sono verificati episodi di oltraggio alla sede ANPI, scritte e simboli sui muri di indubbia matrice nazifascista che inneggiano al fascismo.
La nostra Costituzione italiana e la legge n.645 del 20.6.1952 n. 645 vietano l'apologia del fascismo prevedendo sanzioni per chi lo fa con manifestazioni o immagini.
Visto il richiamo dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI), abbiamo presentato una mozione, che sarà discussa al prossimo consiglio comunale, in cui ci si impegna a rafforzare la valorizzazione dei principi costituzionali e dell’antifascismo; a non concedere luoghi o sedi istituzionali né riconoscimenti ad asociazioni e manifestazioni che si richiamano all’ideologia fascista; a sostenere ogni iniziativa utile a informare e sensibilizzare suii valori antifascisti.

 

Riascoltiamo infine un pensiero del passato, sempre toccante, per meditare sul presente e riflettere sul futuro...

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare."

(Martin Niemöller, pastore luterano e teologo tedesco deportato dai nazisti a Dachau)

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Edoardo 01/28/2012 16:27

IO..non ho dimenticato!