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La valutazione del Rendiconto di Gestione del 2010, che si concretizza nel bilancio consuntivo per la parte finanziaria, ma che evidentemente traccia un resoconto di cosa ha fatto l'Amministrazione nell'anno trascorso, può essere sintetizzato in pochi punti principali.

Per il resto si potrebbe anche scendere nelle cifre e disquisire su singoli aspetti che meriterebbero attenzione perché riguardano servizi e interventi di interesse per il cittadino, ma non sono i 1.000 euro a cambiare una valutazione complessiva sulla gestione finanziaria di un bilancio di circa 8 milioni di euro. Alcuni poi sono punti che abbiamo già sollevato e che restano senza risposta.

Su alcuni aspetti avremmo voluto avere un confronto con il responsabile finanziario, ma per noti e spiacevoli accadimenti, non ci è stato possibile.

Rispetto alla situazione degli anni precedenti, già oggetto di valutazione in precedenti Consigli comunali e su cui abbiamo già espresso varie considerazioni, la gestione 2010 si presenta senza interventi per riequilibrare entrate e uscite per poter pagare i mutui contratti e fornendo i servizi ai cittadini.

Fortunatamente è stato chiuso il Contratto derivato Swap, ma su questo meglio non suonare le trombe, visto gli affanni e le preoccupazioni che ha generato in tutti coloro che ne hanno seguito la vicenda.

Siamo un po' ripetitivi perché è ripetitiva l'Amministrazione nel riproporre, senza determinanti interventi in merito, un bilancio con uno squilibrio strutturale tra spese ed entrate che resta inalterato a circa 250.000 euro. Prima si è pensato di ripianarlo con un'impennata degli oneri di urbanizzazione utilizzati per usi impropri; dopo l'impraticabilità del tentativo, ora lo si compensa vendendo patrimonio comunale. Ma anche questo è inaccettabile riproporlo come metodo per far quadrare i bilanci perché nel tempo impoverisce gravemente il Comune.

Superfluo rifare il lungo elenco delle proprietà vendute negli ultimi 4 anni per un importo complessivo che ha superato i 3 milioni e mezzo di euro. Di questo si deve fare il rendiconto ai cittadini.

Nel 2010 si sono vendute proprietà comunali, principalmente per esigenze finanziarie, per 1 milione 113 mila euro. A fronte di questo, l'avanzo di cassa di 400 mila euro, peraltro vincolati, non è neppure significativo.

Tecnicamente, poi, il conto economico per il 2010 risulta negativo per circa 2 milioni e mezzo di euro. E si evidenzia la crescita dei residui attivi non riscossi per quasi 3 milioni di euro, per cui anche il Revisore sollecita azioni di intervento. Anche sullo storno dei residui sarebbe utile e interessante dare evidenza nel dettaglio di cosa hanno riguardato. Serve poi una spiegazione per il Fondo Svalutazione Crediti di 351 mila euro che è stato indicato azzerato mentre risulta che le spese correnti 2008 e 2009 iscritte a bilancio ma con entrate incerte permangano.

Sul piano del bilancio, va poi sottolineato che il servizio raccolta e smaltimento rifiuti, affidato dal 2010 al Consorzio dei Comuni dei Navigli, è uscito dal conto del 2010, ma dovrà rientrerà nel 2011. Contribuisce però in tal modo all'adempimento formale delle limitazioni imposte dal mancato rispetto del patto di stabilità nel 2009, senza rispondere nella sostanza alla necessaria riduzione di spese che l'Amministrazione non ha praticato, come invece sarebbe stato necessario. In compenso però il servizio rifiuti, esigendo una maggiore accuratezza contabile, ha mostrato una gestione grandemente pasticciata, con calcolo di coperture non corrette e da nessuno controllate, la scoperta nel 2010 di maggiori costi per circa 150 mila euro che sono stati coperti con una sovrattassa TARSU ai cittadini, anch'essa pessimamente gestita, e un aumento della tassa stessa nei prossimi anni. Nella questione, permangono ancora aspetti gestionali contabili poco chiari.

Nel complesso non si può certo dire una gestione virtuosa delle risorse comunali e della programmazione economica da parte di questa amministrazione e pertanto assolutamente da disapprovare.

 

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