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Il 25 aprile e la conquista del voto

Quest’anno la ricorrenza della Liberazione assume un sapore particolare perché segna anche, per le donne italiane, la conquista di un importante diritto:

si celebrano i 70 anni del diritto di voto e di eleggibilità

Un diritto che le italiane avevano cominciato a reclamare già dall’Unità d’Italia nel 1861 con la prima petizione per l’estensione di voto alle donne presentato alla Camera dei deputati.

Fu durante gli ultimi mesi della Resistenza che le donne dei Gruppi di difesa si unirono con altre associazioni femminili per chiedere al governo Bonomi di veder riconosciuto loro il diritto.

Fu così che il 2 febbraio del ’45 il governo emanò il decreto che riconosceva il diritto di voto e con un altro decreto il 10 marzo 1946 riconobbe anche l’eleggibilità delle donne.

Le italiane esercitarono subito questo diritto e votarono in massa alle prime elezioni amministrative che si tennero nelle domeniche di marzo e il 7 aprile ’46 in 5722 comuni: 80% dei comuni al nord, più dell’84% al centro e quasi il 74% al sud.

Votarono in quelle domeniche venti milioni di cittadini, le italiane che andarono alle urne furono un milione più degli uomini ed elessero le prime donne sindaco e assessore.

Poi il 2 giugno votarono al Referendum concorrendo a scegliere la Repubblica piuttosto che la monarchia e portarono ben 21 donne nella Costituente.

Di queste, cinque entrarono a far parte del Gruppo dei 75 incaricato di stendere il testo della Costituzione che sarebbe stato poi discusso e sottoposto all’approvazione dell’aula parlamentare.

Furono Angela Gotelli (Dc), Lina Merlin (Psi), Maria Federici, Nilde Jotti e Teresa Noce (Pci) a pretendere che si scrivesse nero su bianco che donne e uomini godevano di pari diritti in importanti articoli della Costituzione come gli artt. 3, 29 e 30.

Articoli che permisero nei decenni successivi la conquista di altri importanti diritti.

Che dire! GRAZIE!