11 Febbraio 2019
Fare memoria per ricordare le vittime, per rendere loro giustizia, ma anche perché gli orrori del passato non si ripetano più. Il triestino Umberto Saba ha messo in versi un ricordo della sua giovinezza. Nonostante il riferimento al "viaggio" e alla "terra" sia più filosofico e spirituale che reale, qualcuno ha voluto leggere in questa poesia sulle coste dalmate, un ricordo di una terra un tempo sentita come casa.
Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d'onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d'alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l'alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.
Celebrare la giornata del ricordo significa rivivere una grande tragedia italiana vissuta allo snodo del passaggio tra la II guerra mondiale e l'inizio della guerra fredda.Un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue,vittime italiane di un odio intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni. Tanti innocenti colpevoli solo di essere italiani.
Gruppo Cuggiono Democratica